Sorveglianza attiva del cancro alla prostata: vantaggi e svantaggi

La sorveglianza attiva del cancro alla prostata, ovvero il minuzioso monitoraggio di tale neoplasia eseguito con periodici esami diagnostici, ha i suoi pro (ovviamente) ma anche i suoi contro (il che è meno scontato).
In che cosa consistono pro e contro?

Per quanto concerne i vantaggi, la sorveglianza attiva è utile perché:

  • Permette di individuare sul nascere un eventuale peggioramento della situazione.
  • Preserva il più a lungo possibile dagli effetti collaterali e dagli inconvenienti che caratterizzano, in generale, i trattamenti medico-chirurgici per la cura del cancro alla prostata.

Alla voce svantaggi, invece, bisogna segnalare che:

  • Uno dei possibili esami diagnostici per il monitoraggio della neoplasia è la biopsia della prostata. Questa metodica è sì un intervento minimamente invasivo, ma è comunque un'operazione chirurgica con i suoi possibili effetti collaterali.
  • L'evoluzione tumorale potrebbe essere improvvisa e avvenire tra un controllo e l'altro. Ciò non consente di accorgersi per tempo del cambiamento.
  • Durante il periodo di monitoraggio, le condizioni di salute del paziente potrebbero aggravarsi per motivi diversi dal cancro alla prostata – per esempio a causa di una malattia di cuore – e rendere sconsigliato un eventuale intervento nel momento in cui divenisse indicato.
  • Il paziente potrebbe "vivere" male la situazione e soffrire d'attacchi d'ansia e di preoccupazioni continue.

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