Sorveglianza attiva del cancro alla prostata: quali sono gli esami previsti?

Gli uomini in sorveglianza attiva per un cancro alla prostata devono sottoporsi a visite periodiche, che servono a valutare la progressione della malattia e a individuare per tempo eventuali peggioramenti.
Durante una visita di sorveglianza attiva, gli esami diagnostici di valutazione, a cui il medico può ricorrere, sono: il test di quantificazione del PSA, l'esplorazione rettale digitale (DRE), la biopsia della prostata e/o la risonanza magnetica.

Ma in che cosa consistono e, soprattutto, ogni quanto si svolgono tali esami?

Brevemente, il test di quantificazione del PSA è la misurazione dell'antigene prostatico specifico, che nei malati di cancro alla prostata è solitamente elevato. In genere si esegue ogni 3-6 mesi.
L'esplorazione rettale digitale è la palpazione della prostata, effettuata dal medico tramite il retto. In genere si esegue ogni 6-12 mesi.
La biopsia della prostata consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto prostatico e nella successiva analisi di laboratorio di quest'ultimo. In generale, il primo controllo va eseguito dopo un anno dalla diagnosi, mentre i successivi a distanza di pochi anni l'uno dall'altro.
La risonanza magnetica si esegue soltanto se il test del PSA e la DRE denotano segni di un peggioramento della situazione.

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