Botulino in medicina estetica: controindicazioni ed effetti collaterali

La tossina botulinica, prodotta da un batterio anaerobio del genere Clostridium, una volta iniettata in piccole dosi, provoca la distensione delle rughe facciali tramite la paralisi dei muscoli sottostanti.

In medicina estetica, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) autorizza l'impiego tossina botulinica (Botox) per il miglioramento delle linee verticali tra le sopracciglia (rughe glabellari) e delle rughe perioculari. Efficacia e sicurezza d'uso del botulino, infatti, sono stati studiati al momento solo per queste indicazioni. Eventuali altre applicazioni della tossina botulinica non indicate dall'AIFA sono sotto la diretta responsabilità del medico.

Come qualsiasi farmaco, la tossina botulinica ha controindicazioni ed effetti indesiderati. Il trattamento è da evitare durante la gravidanza e l'allattamento, in presenza di certi tipi di malattie neurologiche e se si stanno assumendo antibiotici della famiglia degli aminoglicosidi. Inoltre, dovrebbe essere usato con molta attenzione in persone etiliste (perché sono più sensibili alla tossina).

Gli effetti collaterali sono variabili, sia come intensità, sia come gravità. Si va dai più comuni come la cefalea, la reazione cutanea localizzata e l'eritema, a quelli meno frequenti come la debolezza e la ptosi palpebrale. La tossina botulinica può provocare anche reazioni più gravi, fortunatamente più rare, come difficoltà a deglutire o a respirare. In ogni caso, qualora sia sospettata una reazione avversa, è importante contattare subito il proprio medico o recarsi al pronto soccorso.

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