Arsenico nel Pollo

All'interno di molti allevamenti intensivi, i polli sono regolarmente alimentati con mangimi contenenti un additivo chiamato roxarsone.
Questo è utilizzato per controllare la concentrazione dei patogeni all'interno dello stomaco dei polli, promuovendo al tempo stesso lo sviluppo muscolare precoce dei volatili.
Il roxarsone è un derivato organico dell'arsenico relativamente benigno. Una volta digerito, questo si scinde parzialmente in composti inorganici che vengono eliminati con le feci.
Oltre a ricordare che le feci del pollame sono ampiamente utilizzate come fertilizzante, è importante sottolineare che alcune tracce di arsenico possono depositarsi all'interno dei tessuti finendo inesorabilmente nel piatto dei commensali.
Uno studio del “Consumer Reports” pubblicato nel 2004 ha concluso che "non sono reperibili tracce di arsenico nei tessuti muscolari dei polli analizzati”; tuttavia, "alcuni dei campioni di fegato (frattaglia) di pollo hanno rivelato una quantità di arsenico che, in base agli standard EPA, POTREBBE causare problemi neurologici: in un organismo infantile che assume 2 once di fegato cotte alla settimana, o in un organismo adulto che assume 5,5 once di fegato cotto alla settimana".
D'altro canto, le densità di arsenico reperite in questi fegati si aggirano mediamente sulle 460 parti per miliardo, una quantità decisamente inferiore alle 2.000 parti per miliardo quale limite massimo fissato dalla FDA per questo contaminante.
L'FDA ha dunque concluso che non vi sia alcun impatto negativo significativo tra l'uso roxarsone nella produzione di pollo, tacchino o suina, e la salute dei consumatori.

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