Scoperta degli antibiotici

La scoperta del primo antibiotico è stata attribuita al batteriologo inglese Alexander Fleming nel 1928. Tuttavia, senza peccare troppo di patriottismo, possiamo affermare che in un certo senso Fleming fu preceduto dagli studiosi italiani Bartolomeo Gosio e Vincenzo Tiberio.

Nel 1892 Tiberio osservò che l'acqua del suo pozzo era abitualmente potabile, ma che in seguito ai lavori di pulizia del pozzo, con asportazione delle muffe verdeggianti ampiamente distribuite sulle pareti, l'acqua provocava spiacevoli enterocoliti. Dopodiché, al riformarsi delle muffe, l'acqua tornava ad essere potabile.

Nel 1895 Tiberio pubblicò le sue ricerche in vitro e in vivo sul potere battericida degli estratti acquosi ottenuti da tali muffe, concludendo che gli estratti in questione avevano un'azione preventiva e terapeutica.

Nel 1896 l'igienista italiano Bartolomeo Gosio (1863-1944) scoprì che una sostanza prodotta da una muffa del genere Penicillium inibiva l'accrescimento dei batteri e poteva quindi essere usata in terapia. Gosio fu il primo ad isolare da un penicillio una sostanza antibiotica allo stato cristallino. Questa sostanza, oggi nota col nome di acido micofenolico, non è però impiegata in terapia a causa della sua tossicità.

Qualche anno più tardi, nel 1928, il batteriologo inglese Alexander Fleming (1881-1955) osservò un fenomeno singolare in un terreno di coltura dove erano stati seminati degli stafilococchi. All'interno della piastrina era infatti caduta accidentalmente una spora della comune muffa Penicillium rubrum (in seguito classificata come P. notatum), che aveva creato intorno a sé un'alone in cui era avvenuta l'inibizione e la dissoluzione degli stafilococchi. Fleming intuì che la muffa in questione produceva un'antibiotico naturale capace di ostacolare o impedire lo sviluppo dello stafilococco (Staphylococcus aureus) e gli diede il nome di penicillina.

Dalla scoperta di Fleming, occorsero oltre dieci anni affinché - grazie agli studi di Ernst Chain e Howard Walter Florey - si riuscisse a concentrare e a purificare il principio attivo. A tutti e tre gli studiosi venne riconosciuto il premio Nobel per la medicina nel 1945.

La penicillina fu resa disponibile per largo impiego nel 1943 da un'industria farmaceutica americana e fu largamente impiegata negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Da quel momento, in poi, la scienza ha messo a disposizione dell'uminità numerosi antibiotici: nel 1944 fu messa a punto la streptomicina, particolarmente efficace contro la tubercolosi; nel 1947 fu la volta del cloramfenicolo, efficace contro la febbre tifoide; nel 1948 venne lanciata l'aureomicina, efficace contro la polmonite e altre infezioni; nel 1949 la neomicina e nel 1950 la tetramicina, un altro antibiotico a largo spettro.

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