Gli antibiotici non curano l'influenza, ma possono aiutare

Poiché gli antibiotici sono efficaci solamente contro le infezioni batteriche, e poiché l'influenza è causata da un virus, l'impiego di questi farmaci non fornisce alcun beneficio nel trattamento dell'influenza.

Non solo. Per certi aspetti, l'assunzione di antibiotici per ragioni sbagliate può avere anche importanti effetti collaterali: prima di tutto, perché uccide anche i batteri buoni (commensali e simbiotici) che popolano l'intestino, causando in molti casi problemi di diarrea; in secondo luogo perché favorisce la selezione di batteri resistenti agli antibiotici.

Significa che questi microrganismi "sviluppano" la capacità di resistere all'azione del farmaco; può così accedere che gli antibiotici non funzionino più proprio nel momento del bisogno. Tale rischio riguarda non solo il singolo, ma anche le altre persone che saranno successivamente contagiate da questi batteri resistenti.

Eppure vi sono casi di influenza in cui l'assunzione di antibiotici diventa fondamentale.

Per esempio, durante la pandemia dell'influenza spagnola (1918-1920, 75 milioni di vittime nel mondo), a causare il maggior numero di decessi fu proprio l'assenza di antibiotici per la cura delle complicanze batteriche. Si consideri, infatti, che un'organismo fortemente indebolito dal virus influenzale risulta maggiormente esposto all'attacco di batteri; non a caso, i medici parlano di sovra-infezioni batteriche. Per fare un esempio, il virus dell'influenza e del raffreddore danneggiano le membrane mucose delle vie aeree e paralizzano le ciglia vibranti; in questo modo spianano la strada alla penetrazione dei microbi responsabili di polmonite batterica.

In caso di complicazioni dell'influenza, quindi, l'impiego degli antibiotici può risultare fondamentale. Si consiglia pertanto di assumere gli antibiotici solo se prescritti dal medico, seguendo scrupolosamente le sue indicazioni sulle modalità d'impiego.

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