Quando praticare un’angioplastica carotidea con stenting?

L'angioplastica carotidea con stenting è una procedura medica non chirurgica, tramite cui i chirurghi vascolari "liberano" le arterie carotidi occluse o severamente ristrette.
Questa pericolosa condizione patologica – che nel linguaggio medico viene definita come malattia ostruttiva delle arterie carotidee – è una possibile conseguenza dell'aterosclerosi e può essere alla base di episodi di ictus ischemico o TIA (attacco ischemico transitorio).

QUANDO LA SI PREFERISCE ALL'ENDOARTERIECTOMIA CAROTIDEA

L'intervento d'elezione per la cura della malattia ostruttiva delle arterie carotidee è l'endoarteriectomia carotidea, una procedura chirurgica alquanto invasiva ma molto efficace e dai buoni risultati.

La scelta di ricorrere all'angioplastica carotidea con stenting, al posto dell'endoarteriectomia carotidea, avviene quando lo stato di salute del paziente con una grave occlusione carotidea non si sposa con le condizioni richieste per la pratica di un intervento chirurgico così delicato.

QUANDO È CONTROINDICATA?

L'angioplastica carotidea con stenting risulta controindicata in presenza di determinate circostanze, quali:

  • Presenza di un'aritmia cardiaca, ovvero un'alterazione patologica del normale ritmo con cui dovrebbe battere il cuore.
  • Allergia a uno o più dei farmaci usati per la procedura. Oltre agli anestetici viene iniettato, nella carotide, anche un liquido di contrasto.
  • Un'emorragia cerebrale verificatasi negli ultimi due mesi.
  • Completa ostruzione dell'arteria carotide.
  • Un'aspettativa di vita inferiore ai due anni.

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